Online con licenza Creative Commons “La società dello spettacolo” di Guy Debord
Guy Debord con questo libro scritto nel 1967, agli albori dell’era televisiva, ha intuito con lucidità agghiacciante che il mondo reale si sarebbe trasformato in immagini, che lo spettacolo sarebbe diventato “la principale produzione della società attuale”. Non si può comprendere la logica e la strategia dei mass media senza fare riferimento alle tesi rivoluzionari di Debord
sapevi bene cosa volevi ed eri solo un bambino,
Il dolore può risultare pungente, tirante, bruciante...
Dal punto di vista della durata temporale, il dolore è classificabile come:
1. Transitorio
2. Acuto
3. Recidivo
4. Persistente.
5. cronico
Il dolore non è un vanto
Il dolore non ha un colore
Il dolore non è gioia
Il dolore non ha forma, modifica le forme
Il dolore non è un ago piantato sulla pelle o il grido di una madre che dà alla luce un figlio
Il dolore è un vuoto nel quale rimbomba la voce della sopravvivenza
è quel filo che si tende tra noi e la vita fino quasi a spezzarsi
è una bestia nera che oscura la luce in un giorno di sole
Il dolore è sentirsi soli con il proprio dolore