A L *M E R C A T O

Ogni scritto presente su questo Blog è opera intellettuale di Luca BAssanese (se non diversamente specificato)
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venerdì, 30 marzo 2007

 

Online con licenza Creative Commons “La società dello spettacolo” di Guy Debord

Guy Debord con questo libro scritto nel 1967, agli albori dell’era televisiva, ha intuito con lucidità agghiacciante che il mondo reale si sarebbe trasformato in immagini, che lo spettacolo sarebbe diventato “la principale produzione della società attuale”. Non si può comprendere la logica e la strategia dei mass media senza fare riferimento alle tesi rivoluzionari di Debord

postato da: lucabassanese alle ore 17:16
giovedì, 29 marzo 2007

 

sapevi bene cosa volevi ed eri solo un bambino,
il gioco del trattore, l'acqua con i pesci, un foglio da colorare.
Eri sicuro che avresti fatto ciò che volevi, ogni cosa era così semplice, ogni scelta così scontata.
Ti piaceva, si...ti piaceva il suo viso di bambina dai riccioli neri, ti piaceva il suo sorriso , come a volte ti sfiorava le mani nei giochi sulla sabbia.
Eri felice perchè eri te stesso.
Nessuno ti aveva insegnato a fingere, l'erba aveva l'odore di casa così come la strada nei giorni di pioggia quando d'estate il fumo saliva dall'asfalto caldo di città e bruciava le narici.
Si stava assieme agli altri per logiche naturali, l'amica del primo piano giocava in cortile e il mattino aveva davvero l'oro con se.
Poi un giorno l'edificio-scuola si presentò con le sue logiche devianti ed il suo fare per potere, potere per essere...
è così che iniziammo a morire lentamente nell'anima, ogni mattino era l'inizio del dovere: per alcuni del dover fare,
per altri del dovere avere.
Ogni eccezione fu un motivo di respiro, una ventata di luce, ma furono poche le eccezioni tra i cosidetti maestri, insegnanti, docenti, tra le persone incaricate a mantenere l'ordine dell'edificio-scuola...e le eccezioni finivano per essere distrutte, anche le più resistenti...bastò poco per essere tutti educati al nulla


da: "Memorie di un sopravvissuto" (secondo scritto/prima parte)

postato da: lucabassanese alle ore 18:30
lunedì, 26 marzo 2007

 

Il dolore può risultare pungente, tirante, bruciante...

Dal punto di vista della durata temporale, il dolore è classificabile come:

1.    Transitorio

2.    Acuto

3.    Recidivo

4.    Persistente.

5.    cronico

Il dolore non è un vanto
Il dolore non ha un colore
Il dolore non è gioia
Il dolore non ha forma,  modifica le forme
Il dolore non è un ago piantato sulla pelle o il grido di una madre che dà alla luce un figlio
Il dolore è un vuoto nel quale rimbomba la voce della sopravvivenza
è quel filo che si tende tra noi e la vita fino quasi a spezzarsi
è una bestia nera che oscura la luce in un giorno di sole

Il dolore è sentirsi soli con il proprio dolore

postato da: lucabassanese alle ore 23:09