
Se non hai un libro non capisci il senso della lettura.
Se non hai una matita non capisci il senso del disegno.
Se non hai uno strumento non capisci il senso della musica.
Ma tutti abbiamo un cielo
per capire il senso
dell'infinito
dell'infini
dell'inf
dell'in
dell'i
del
de
d
...




Ecco cosa manca..L’autenticità.
E non ditemi che mi sono svegliato solo adesso.
Ogni rapporto, ogni azione, ogni scelta alla base richiede autenticità.
Altrimenti tutto è falso ma non solo, prima o poi ogni cosa costruita sulla non-autenticità è destinata a morire.
Voi mi chiederete, perché ho usato la parola “costruire”?
Si, costruire, perché si può costruire la propria vita nella non-autenticità, si può costruire una relazione, si può costruire un cammino politico, sociale, di affetti
Si può procreare un figlio o una figlia nella non-autenticità.
Si può perché è permesso.
Ma è come se stessimo costruendo il nostro destino al contrario, anche se il contrario è sempre relativo ai punti di vista.
La cosa certa però è che ogni cosa basata sulla non-autenticità porta all’infelicità.
Ecco, questa è la certezza, l’infelicità.
E più prosegue la costruzione del proprio destino nella non-autenticità e più cresce l’insoddisfazione.
La non-autenticità ha bisogno del possesso per sopravvivere, ha bisogno di interessi per esistere.
La non-autenticità non si auto-alimenta ma necessità di assorbire energia (che poi consuma velocemente), da chiunque, da qualunque essere umano, ma anche dall’ambiente.
La non-autenticità è la forma più alta di rinnegazione di sé stessi in funzione del bisogno esterno.
La non-autenticità non essendo in grado di auto-generare felicità richiede il supporto esterno di qualsiasi forma di vita.
L’unica via alla felicità diverrebbe così l’assoluto rispetto di se stessi, della propria autenticità, nel confronto con i propri limiti, nel mettersi in discussione, in continuo rapporto con sé stessi e con gli altri.
Quando l’umanità tace,
è il silenzio a parlare
un silenzio fatto di parole inutili
di immagini vuote e drammi quotidiani
dove le grida si accavallano
e nessuna voce è una voce vera
una voce che parte dall’essenza ed arriva al cuore
voce di speranza
voce di coscienza
voce fuori dal coro
voce ribellle
voce santa
voce ai margini
voce di carità
voce di lotta
voce,
nell’umanità è la tua dimora
Ma se l’umanità tace
Non c’è più spazio per la ragione
E la gioia diventa bisogno
E il dolore assenza di bisogno
Depressione dell’anima
Che non trova più le ali per sognare
Per dirigersi verso un orizzonte
Che sembra sempre più lontano
E non si vede
Quando l’umanità tace
L’orizzonte svanisce
E si rimane immobili
A cercare un istante di luce
Per scaldare il cuore
Che ha perso la voce
Le ali e la speranza
Informazione, manipolazione
Superficie, assenza
Inconsistenza
Vuoto quotidiano
Se tendo la mano a cercare il mio vicino
Tu sei lì che tremi, informazione, hai paura del contagio
Informazione,
del gesto
fuori dagli schermi quotidiani, informazione,
hai paura di noi uomini, di noi donne
di noi bambini , delle passeggiate all’aria fresca
delle carezze e dei baci
ma noi siamo questo,
e per quanto la tua retorica sia perfetta
l’imprevisto non lo puoi calcolare
ed allora ci ritroverai ancora
lungo le strade, mano nella mano
a Maria Silvia Lucido.
Ho saputo soltanto ieri sera della tua partenza verso "l'isola che non c'è", e pensare che nel pomeriggio ti avevo scritto una mail, com'è assurda la vita!
L'ultima volta che ci siamo visti era il 14 febbraio, sei venuta da me per accendere la fiaccola che ci avrebbe accompagnati nel percorso da Piazza Castello a Piazza Matteotti e come sempre con le tue parole e con il tuo cuore sei riuscita a diffondermi energia, coraggio e vita, come tutte quelle volte che ti ho vista ballare, cantare, battere le mani, sempre immancabilmente presente ad ogni concerto.
Ora, nella tua grande umiltà, non pensare che qualcuno possa sostituire la tua presenza perché eri unica,
e non mi far parlare al passato, tu che sei presente!
Per ogni cosa che hai fatto, per l'amore che hai dato alla tua famiglia e al mondo...
GRAZIE SILVIA
...un'ultima cosa, sappi che continuerò sempre a spedirti i miei inviti e che ad ogni mio concerto ci sarà sempre un posto ad accoglierti, il Tuo.
Ti voglio bene, Luca

Cos'è il futuro?

HO PAURA DELLA DIVERSITÀ
della diversità di chi odia
della diversità di chi giudica
della diversità di chi mette all'indice
della diversità di chi condanna a morte
della diversità di chi comanda
della diversità di chi obbedisce
della diversità di chi giura il falso
della diversità di chi nasconde la verità
della diversità di chi usa violenza
della diversità di chi non si accontenta
della diversità di chi ostenta
della diversità di chi offende la vita