A L *M E R C A T O

Ogni scritto presente su questo Blog è opera intellettuale di Luca BAssanese (se non diversamente specificato)
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mercoledì, 11 novembre 2009



AD ALDA MERINI

Cara Alda,


Ti ascolto,
le tue parole sono lacrime che riempiono il mio viso
lacrime di gioia dopo il delirio
lacrime di splendore e coraggio
lacrime incoscienti di chi spia la morte
e ritorna vivente
a descrivere l'essenza della vita
lacrime che non posso capire
ma posso sfiorare
ad ogni tua parola, ad ogni tuo respiro

com'è grande la poesia
che smuove l'intestino
vomita e sussulta
nell'anima sconvolta
che sola può comprendere
il senso d'ogni cosa
com'è grande la poesia
che smuove l'esistenza

pensarti lì da sola
mi viene da fuggire
da questa mia dimora
e giungere da te
da te in carne ed ossa
io esile stonato
che ascolta il verso e impara
e docile colora

se fossimo vapore
avremmo più sostanza
ma siamo solo carne
e pesa l'esistenza

per l'anima che cerca
soltanto il divenire
tutto il resto è vento

vento e piume


(dal libro: Luca Bassanese - "Soltanto per amore - poesie, lettere e momenti di vita")

postato da: lucabassanese alle ore 21:08
martedì, 13 ottobre 2009



Ristretti Orizzonti

E' da tempo che mi sono iscritto alla newsletter di "Ristretti Orizzonti" e mi ritrovo spesso a leggere notizie devastanti sul carcere che nessun media riporta.

Il carcere è considerato da tutti come un contenitore che non ci appartiene, un involucro colmo di spazzatura da ripulire.

Alla nostra Società contemporanea non interessa sapere nulla di ciò che avviene dentro le mura di un carcere come se quel limite non ci appartenesse, come se fosse l'estremizzarsi della diversità che oggi più che mai fa paura.

Ecco, per la gran parte delle persone il carcere rappresenta la diversità nelle diversità e in un mondo dove l'altro è un problema ciò che si rende altro all'ennesima potenza diviene non più persona ma numero.

Ma non possiamo credere di formare una Società cosciente ed evoluta se non affrontiamo come prima cosa i problemi che sono alla base di una comunità, senza delegare, senza preoccuparci, senza prenderci cura dei problemi altrui che sono i nostri!

Dobbiamo capire che affrontare le problematiche Sociali che portano una persona ad essere condannata vuol dire affrontare i nostri problemi.

E' tutto così vicino, più di quanto non ci immaginiamo.

Perchè ogni condanna non è così lontana da noi, anzi, siamo noi stessi l'anello di congiunzione tra dentro e fuori.

Questa mia riflessione nasce dopo aver letto il numero dei morti suicidi in carcere da gennaio a fine settembre 2009 di cui seguono i nomi.

Dedico questo mio pensiero in particolare alle madri che crescono il loro figli dietro le sbarre, perchè possano infondere loro coraggio e speranza, in un mondo presente nell'indifferenza, nel materialismo, nell'edonismo e sempre più assente nella ricerca di se stesso soprattutto quando l'essenza non trova il coraggio per spiccare il volo e mentre cade s'imprigiona tra la rete che divide il confine tra giusto e sbagliato.

_______________________________

COMUNICATO STAMPA
Centro Studi di Ristretti Orizzonti


CONFERMIAMO: SECONDO NOI I SUICIDI IN CARCERE SONO IN AUMENTATI DEL 25%

Dossier “Morire di carcere”: “almeno” 46 suicidi si sono uccisi da gennaio a fine settembre 2009 e sotto potete leggere nomi, date e luoghi dei decessi.

Il Sottosegretario Giacomo Caliendo, rispondendo venerdì scorso ad una interrogazione in Commissione Giustizia alla Camera ha dichiarato: “i suicidi sono scesi da 45 del 2007 ai 37 registrati quest’anno fino a settembre”.

A noi risultano 8 casi in più e, di certo, la nostra rilevazione è incompleta, poiché si basa su fonti giornalistiche, sui dati inviati dalle organizzazioni per i diritti umani, dal volontariato, o dai parenti dei detenuti.

Oltre ai 46 “casi documentati”, di cui sotto potete vedere l’elenco (e cliccando sul link anche leggere la storia), ci sono arrivate segnalazioni di altri 10 casi, che porterebbe il totale dei suicidi a 56; ma anche volessimo considerare infondate tutte queste ulteriori segnalazioni (per ora prive di documentazione), in 9 mesi avremmo comunque già eguagliato il numero di suicidi dell’intero anno 2008, registrando quindi un aumento del 25%.

Francesco Morelli, curatore del Dossier

Dossier: Morire di carcere

Elenco dei casi di detenuti suicidi raccolti nel 2009

Nome e cognome
Età
Data morte
Causa
Istituto

1. Aziz, marocchino
34 anni
03 gennaio 2009
Suicidio
Spoleto

2. Edward Ugwoj Osuagwu
35 anni
17 gennaio 2009
Suicidio
Alessandria

3. Detenuto croato
37 anni
26 gennaio 2009
Suicidio
Poggioreale (NA)

4. M.B., detenuto italiano
60 anni
30 gennaio 2009
Suicidio
Sollicciano (FI)

5. Vincenzo Sepe
54 anni
01 marzo 2009
Suicidio
Bellizzi Irpino (AV)

6. Mohamed, marocchino
26 anni
06 marzo 2009
Suicidio
S.M. Maggiore (VE)

7. Leonardo Di Modugno
25 anni
08 marzo 2009
Suicidio
Foggia

8. Giuliano D., italiano
24 anni
08 marzo 2009
Suicidio
Velletri (RM)

9. Detenuto italiano
37 anni
16 marzo 2009
Suicidio
Poggioreale (NA)

10. Jed Zarog
30 anni
17 marzo 2009
Suicidio
C.C. di Padova

11. Marcello Russo
38 anni
22 marzo 2009
Suicidio
Voghera (PV)

12. Francesco Esposito
27 anni
27 marzo 2009
Suicidio
Poggioreale (NA)

13. Carmelo Castro
20 anni
27 marzo 2009
Suicidio
Piazza Lanza (CT)

14. Gianclaudio Arbola
43 anni
31 marzo 2009
Suicidio
Marsala (TP)

15. Detenuto tunisino
28 anni
13 aprile 2009
Suicidio
Pisa

16. Andrei Zgonnikov
47 anni
16 aprile 2009
Suicidio
Salerno

17. Antonino Saladino
57 anni
20 aprile 2009
Suicidio
Viterbo

18. Daniele Topi
37 anni
21 aprile 2009
Suicidio
Rimini

19. Franco Fuschi
63 anni
26 aprile 2009
Suicidio
Alessandria

20. Graziano Iorio
41 anni
1 maggio 2009
Suicidio
Poggioreale (NA)

21. Ion Vassiliu
21 anni
1 maggio 2009
Suicidio
Pisa

22. Nabruka Mimuni
44 anni
7 maggio 2009
Suicidio
Roma (C.I.E.)

23. Detenuto marocchino
25 anni
19 maggio 2009
Suicidio
Bergamo

24. Samir Mesbah
36 anni
27 maggio 2009
Suicidio
Firenze

25. Vincenzo Nappo
43 anni
09 giugno 2009
Suicidio
Opg Aversa (CE)

26. Antonio Chiaranza
32 anni
10 giugno 2009
Suicidio
Crotone

27. Detenuto marocchino
30 anni
18 giugno 2009
Suicidio
Brindisi (Caserma)

28. Detenuta italiana
35 anni
21 giugno 2009
Suicidio
Civitavecchia (Rm)

29. Detenuto indiano
30 anni
21 giugno 2009
Suicidio
Vercelli

30. Dibe Rachid Salah
35 anni
12 luglio 2009
Suicidio
Imperia

31. Eugenio La Ferla
34 anni
13 luglio 2009
Suicidio
Alghero (SS)

32. Stefano Frapporti
50 anni
21 luglio 2009
Suicidio
Rovereto (TN)

33. Detenuto tunisino
19 anni
25 luglio 2009
Suicidio
I.P.M. di Bari

34. Emilio Angelini
45 anni
31 luglio 2009
Suicidio
Livorno

35. Antonio Virelli
24 anni
31 luglio 2009
Suicidio
Reggio Calabria

36. Giacomo M., italiano
40 anni
05 agosto 2009
Suicidio
Parma

37. Luca Campanale
28 anni
12 agosto 2009
Suicidio
San Vittore (MI)

38. Fabio T., italiano
46 anni
18 agosto 2009
Suicidio
Frosinone

39. Sami Mbarka Ben Gargi
41 anni
05 settembre 2009
Suicidio
Pavia

40. Cole Abib
32 anni
08 settembre 2009
Suicidio
Teramo

41. Detenuto cileno
19 anni
10 settembre 2009
Suicidio
Castrovillari (Cs)

42. Detenuto italiano
44 anni
11 settembre 2009
Suicidio
Ucciardone (Pa)

43. Fersi Walid
30 anni
12 settembre 2009
Suicidio
Prato

44. Rosario Vollaro
38 anni
12 settembre 2009
Suicidio
Lecce

45. Detenuto italiano
40 anni
26 settembre 2009
Suicidio
Firenze

46. C.N., detenuto italiano
39 anni
27 settembre 2009
Suicidio
Castrovillari (Cs)

postato da: lucabassanese alle ore 14:14
mercoledì, 07 ottobre 2009



Grazie Mercedes Sosa

Una Voce.
Una voce di speranza, una voce di coscienza, una voce per chi non aveva voce,
una voce che continuerà a cantare ringraziando la vita...grazie a te Mercedes!

Gracias a la vida,
Que me ha dado tanto
Me ha dado la risa
y me ha dado el llanto,
asi yo distingo
dicha de quebranto
los dos materiales que forman mi canto
y el canto de ustedes que es el mismo canto
y el canto de todos, que es mi propio canto!

 

postato da: lucabassanese alle ore 14:55
venerdì, 25 settembre 2009



Non c'è nulla di cui preoccuparsi

C'era un uomo convinto d'essere morto.

Così ogni anno organizzava una festa per ricordare il giorno del suo funerale;
invitava amici, parenti, conoscenti.

La festa era molto particolare, con lui steso a terra circondato da fiori
e tutto attorno giocolieri, nani, e danzatrici arabe.

Con il passare degli anni qualcuno si convinse che lui fosse morto veramente
ed iniziò a non presentarsi più alla sua festa pensando che dopo tanto tempo
non avrebbe avuto senso ricordare il passato.

"Ciò che è morto è morto, guardiamo al presente!"
Dissero ad uno ad uno i possibili ospiti nello scorrere delle stagioni.

Per quanto l'uomo si sforzasse a mandare inviti per l'anniversario un bel giorno
nessuno si presentò alla sua porta.

Persino i giocolieri ed i nani smisero di partecipare, mentre le ballerine arabe
furono le ultime ad abbandonare la festa, ma d'altra parte è risaputo che le ballerine hanno una certa sensibilità.

L'uomo a quel punto decise di morire veramente.

"Ora" pensò "corro in mezzo alla piazza e mi ammazzo pubblicamente buttandomi dalla torre".

Era venerdì, giorno di mercato e proprio a mezzodì con il sole a picco sulla piazza del paese,
tutti videro un uomo salire velocemente la scalinata della torre.

Illuminato in pieno viso, i presenti, tutti, si accorsero di lui mentre il vuoto lo accolse in volo.

Prima di cadere a terra, Il suo grido si sparse nell'aria...un grido di rabbia e disperazione!

Ma fu l'unico grido quel giorno, quando i presenti, tutti, guardandosi negli occhi si dissero a vicenda:

"ma io quello lo conosco, non c'è nulla di cui preoccuparsi...è già morto!"

__________________________
 

DA LEGGERE DOPO ALCUNI SECONDI:

Pensandoci bene, è proprio vero, ciò che noi rappresentiamo, nello scorrere del tempo,
diviene per tutti ciò che siamo realmente!

postato da: lucabassanese alle ore 22:55
sabato, 12 settembre 2009



Il bambino e la matematica della libertà

Il bambino iniziò a fare i calcoli:

2+2=4
3+3=6
7+7=14
9+9=18


E mentre era intento nei suoi calcoli un uomo ad alta voce iniziò a dire:

4 per 5 diviso 2 per 7 diviso 9 meno 4 più quindici per 18 etc. etc… etc = (uguale) libertà

Il bambino si fermò all’improvviso!

Provò subito a fare i calcoli ma erano troppo difficili per lui quelle operazioni,
non riusciva a trovare la stessa soluzione ma pensò che la parola libertà fosse qualcosa di bello, di importante a cui credere!

Così lasciò da parte tutte le sottrazioni, le addizioni, le moltiplicazioni e credette a quell’uomo

...Passarono gli anni ma tutto attorno, ogni cosa, andava verso una direzione totalmente opposta alla parola libertà.

Fu così che il bambino divenuto oramai uomo si ricordò di aver trascritto anni prima il discorso al quale lui credette tanto e con il suo carico di esperienza si mise finalmente a fare i calcoli esatti.

Ne uscì un numero: 68

Il bambino divenuto oramai uomo alzò lo sguardo al cielo, si guardò attorno e pensò:

“è arrivato il momento della rivoluzione!”

postato da: lucabassanese alle ore 17:26
martedì, 18 agosto 2009



A FERNANDA PIVANO


GRAZIE FERNANDA,

PER IL TUO SPLENDORE DI GIOIA E CORAGGIO,

PER AVERCI PORTATO L'ESSENZA DI UN MONDO NUOVO

FATTO DI KEROUAC, HEMINGWAY, BUKOWSKI, LEE MASTERS, GINSBERG

E MOLTA ALTRA VITA E AMORE,

IN PAROLA E POESIA...

ORA CHE LA TUA RISPOSTA E' NEL VENTO,

GRAZIE!


postato da: lucabassanese alle ore 20:24
lunedì, 17 agosto 2009



Storia di una fecondazione "asservita"

Al locale all’angolo di via delle industrie
lui la informava sulle sue nude proprietà.
Lei, alla notizia della terza casa
sentì il suo corpo in pieno tumulto
a tal punto che qualche ora dopo
il seme di lui raggiunse all’istante le vie dell’esistenza di lei.

Fu così che nacque il primo erede

postato da: lucabassanese alle ore 14:05
giovedì, 30 luglio 2009



L’uomo che visse un solo giorno pensò per prima cosa che non c’era tempo da perdere, allora corse a comprarsi un orologio nella bottega all’angolo di via Crescenzo.

Il fatto di poter tenere sottocchio ogni minuto lo fece sentire da subito padrone del tempo.

Tirò fuori dalle tasche un piccolo foglio con su scritte alcune parole che iniziò ordinatamente a cancellare.
Alla fine ne lasciò soltanto una tra tutte, la parola: “Amore”.

Pensò tra se e se: “che senso avrebbe la mia pur breve esistenza se non provassi l’Amore?”

Era cosciente che un giorno, un solo giorno era veramente poco per provare tale emozione ma non poteva certo lasciarsi scappare l’occasione più importante della sua vita.

Andò al vecchio parco dove i piccioni fanno a gara tra le briciole di pane e le gocce di gelato, osservò due bambini completamente immersi nel gioco del pallone mentre ad un certo punto il suo sguardo si fermò ai piedi della vecchia quercia dove un ragazzo e una ragazza leggermente in disparte si baciavano con passione.

Ecco l’amore pensò! ” Ma come può la sola vista dell’amore far nascere lo stesso amore?” disse l’uomo.

Così si incamminò per le vie del centro e ad ogni signorina che passava, via, con un inchino ed un invito a prendere un caffè!

Una ragazza dai lunghi capelli accettò l’insolita proposta, ed iniziarono a parlare.

Lui le raccontò la sua storia; lei era splendida e credette fin da subito ad ogni sua parola tanto che il suo sguardo sembrava immerso in un mondo misteriosamente magico.

L’uomo era felice, veramente felice di stare con lei a tal punto che perse il senso del tempo.

Morì pochi istanti prima di salutarla.

Ma..nessuno dei passanti ebbe dubbi quel giorno:

Gli occhi di lei piangenti e lui morto tra le sue braccia

“non poteva che essere Amore!”

postato da: lucabassanese alle ore 14:16
mercoledì, 15 luglio 2009



Basta, basta, basta, con l'immondizia e la falsità!

Ci stanno riempiendo la vita di immondizia e falsità.

Siamo tutti istruiti a tradire e tradirci.

Odiare e odiarci.

Il più delle persone lavora otto ore al giorno per concedersi la libertà di esistere soltanto le restanti ore nelle quali pensare a come sopravvivere e a come acquistarsi la droga sufficiente per resistere a tutto questo.

I vari tipi di droga più diffusi sono: l’acquisto di beni, il consumo di sigarette, il consumo di alcool, l’utilizzo di pastiglie, la coca…

Nell’età media sopra i trent’anni mettere al mondo figli viene utilizzato come metodo per nutrirsi di nuovi stimoli, ma essendo istruiti alla logica del consumo anche questo metodo diviene un palliativo sterile a scapito di vite umane.

Il nascituro dopo i primi anni di vita viene così utilizzato dalla maggior parte dei genitori in varie forme nei confronti del partner che per primo si trova a cercare altri stimoli verso i quali investire le sue poche restanti ore di libertà dal lavoro e dalla ricerca di droga.

Basta, basta , basta, siamo bombardati da imposizioni e leggi mentre ci viene insegnato che le stesse possono essere distrutte se si ha il potere per farlo.

Per raggiungere tale potere devi essere in grado di non rispettare l’umanità stessa e di diventare un mostro.

In mezzo a tutto questo diventa difficile dire ad un giovane qualsiasi di non uccidersi, distruggersi.

L’unico motivo per non farlo è ABBATTERE TUTTO QUESTO.

postato da: lucabassanese alle ore 09:10
giovedì, 25 giugno 2009




Ma dov’è finito il nostro amore?

Io ti amavo e tu mi amavi, ed ora sembra tutto scomparire.

Ti ricordi quel disegno sul muro del vecchio cortile?

Tu tenevi la corda mentre io saltavo

ed eravamo felici

non c’erano ombre sul nostro destino,

non c’erano voragini sul nostro cammino

e ad ogni ostacolo tu mi davi la mano

non perché ero io a volerlo,

e nemmeno perché eri tu a doverlo fare

ma per istinto, per amore

come un volo spontaneo dell’uno verso l’altra e viceversa.

 

Abbiamo forse dimenticato l’innocenza?

Abbiamo confuso i sogni con altrui desideri?


Non lo so, ma siamo volati via.

Siamo volati oltre il muro del vecchio cortile.

Ed ora i nostri occhi hanno cancellato il ricordo

del grande arcobaleno che tu disegnasti

quel giorno di primavera.


postato da: lucabassanese alle ore 14:06